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La Scuola Media Statale CADUTI DI CEFALONIA di via Baltimora 110 è stata istituita nel 1974 e successivamente intitolata ai caduti di Cefalonia per ricordare il martirio della divisione Acqui nell'isola di Cefalonia durante la seconda guerra mondiale.
I FATTI DI CEFALONIA
Cefalonia è l'isola greca più estesa dell'arcipelago delle Jonie; si trova di fronte al Golfo di Patrasso, molto vicina ad Itaca.
Il suo territorio (circa 760 Kmq.) è aspro e montagnoso; il capoluogo è Argostoli.
Durante la 2^ guerra mondiale, dopo l'occupazione nazifascista della Grecia nel 1941, Cefalonia fu presidiata dagli italiani della "Divisione Acqui", con 11.500 soldati e 525 ufficiali, al fine di preparare un piano difensivo per sventare un eventuale sbarco alleato nei Balcani.
Dopo la caduta di Mussolini, il 25 luglio del '43, i tedeschi, prevedendo un armistizio separato degli italiani, fecero sbarcare sull'isola 1800 soldati e 25 ufficiali, comandati dal tenente colonnello H. Barge, e integrarono con ufficiali tedeschi lo staff delle forze armate italiane in Grecia, comandate dal generale Vecchiarelli.
L'8 settembre 1943, alla notizia dell'armistizio, gli ordini da Roma prescrissero di cessare le ostilità con gli anglo-americani, ma invitarono a reagire ad eventuali attacchi armati di altra provenienza.
Contemporaneamente il capo di stato maggiore tedesco, che non riconosceva l'armistizio Badoglio, impose al generale Vecchiarelli di far consegnare ai tedeschi tutte le armi.
Le divisioni italiane che occupavano la Grecia a questo punto si dissolsero; i soldati, dopo la consegna delle armi, furono inviati nei campi di concentramento tedeschi ; solo Cefalonia e Corfù non cedettero all'ingiunzione. Il Generale Antonio Gandin, comandante della "Acqui" a Cefalonia , considerò l'ordine di cedere le armi ai tedeschi in contrasto con il proclamo del governo, a cui voleva restare fedele; sollecitò chiarimenti, che non gli arrivarono, perché i comandi in Grecia avevano già capitolato e il governo italiano, in viaggio per Brindisi , non rispondeva.
I Tedeschi considerarono questo pronunciamento un ammutinamento e Hitler stesso diede l'ordine di non fare alcun prigioniero.
Mentre i rinforzi della marina e dell'aviazione tedesca affluirono a Cefalonia, nessuno venne in soccorso degli Italiani decisi a resistere.
La battaglia, durissima, si svolge dal 15 al 22 settembre.
1250 soldati e 65 ufficiali morirono in combattimento.
Dopo essere stati fatti prigionieri sul campo di battaglia vennero fucilati sommariamente e mitragliati 189 ufficiali e 5000 sottufficiali e soldati. Il 24 settembre, dopo la resa senza condizioni firmata dal Generale Gandin, lo stesso generale e altri 136 ufficiali furono fucilati, oltre ai feriti e agli ammalati prelevati dall'ospedale.
3.000 uomini, fatti prigionieri, morirono nell'affondamento di tre navi, che urtarono contro delle mine, mentre li trasportavano nei campi di concentramento.
Degli oltre 12.000 uomini della Acqui solo 2.385 furono i superstiti.
Il sacrificio di tanti soldati può sicuramente essere considerato come il primo episodio di resistenza armata contro i Tedeschi, in nome della fedeltà al giuramento fatto al re e al Governo legittimo.  |